La Fisiognomica continuò ad essere coltivata sia da scienziati arabi come Averroè ed Avicenna, sia da filosofi scolastici come Alberto Magno e Michele Scoto


 

1452-1519 Leonardo
Attualmente la nascita della fisiognomica la si fa risalire a Leonardo, il primo che cerca di esprimere l’anima attraverso la pittura: “Farai le facce in modo che sia agevole comprendere ciò che esse hanno nello spirito”.


 
 

1542-1615 Della Porta
Rilegge gli antichi autori, li compara, li critica e li reinterpreta in modo sistematico accostandosi anche alla fisiognomica e alle medicine medioevali, latine e arabe. Si riallaccia allo zoomorfismo assimilando le teste umane a quelle di animali.


 
 

1600 Charles Le Brun
Pittore, nelle sue “Conferénces” del 1668 per la prima volta parla del viso non come specchio dell’anima ma come espressione fisica delle sue passioni, mettendolo in rapporto al tempo, al movimento, alla società. L’uomo interiore è un uomo legato al suo organismo: la fisiognomica prende ora come riferimento la medicina, l’anatomia, la geometria


 
 

1741-1801 Johann Kaspar Lavater
Cercò di fare della fisiognomica una scienza ed all’inizio trovò un collaboratore in Goethe. Ma era profondamente convinto che niente deturpa l’uomo più del vizio e lo abbellisce più della virtù ed in questa massima moralistica adatta i volti alle sue aspettative, facendo ritoccare più volte agli incisori ritratti di persone importanti. La sua produzione di opere sulla fisiognomica è comunque imponente.


 
 
 
 
 
 

1800 Franz Joseph Gall
Elaborò insieme a Spurzheim la teoria sulla frenologia, secondo la quale ci sarebbe una stretta relazione tra parti specifiche del cervello, forma del cranio, facoltà e caratteristiche intellettuali e psichiche.


 
 

1835-1909 Lombroso
Psichiatra, si occupò di antropologia criminale e cercò di stabilire dei collegamenti tra la morfopsicologia, le caratteristiche psicosomatiche dell’individuo e la degenerazione morale.