Movimento di difficile comprensione per la mentalità occidentale, il metallo corrisponde a quella che nella tradizione mediterranea si chiama Terra.
Tendenzialmente abbiamo l’impressione che il metallo in natura sia freddo e duro, ma se analizziamo più in profondità vediamo che i metalli si formano quando la Terra si “concentra”. Da questo punto di vista essi sono la forza della terra, il sale della terra. Possiamo inserire nell’idea cinese di Metallo anche i cristalli, ciò che di più perfetto e trasparente esiste in natura, sotto forma strutturata.
 
     
  Il metallo quindi appartiene al mondo inorganico, ma contiene in sé la perfezione. Esso è sostanza, forza, struttura, tutti aggettivi legati alla terra della nostra tradizione, ma portati all’estremo delle possibilità.

Il metallo è la vita nel suo stato di immobilità.

Non c’è movimento nel metallo, infatti qui l’energia ha raggiunto il massimo della ATONIA, ma è una atonia strutturale, come quella del RETRATTO ESTREMO.
Non si tratta di una atonia solo legata al movimento, come nel Dilatato Atonico, in cui c’è la possibilità di azione, ma manca la volontà, bensì di una impossibilità di movimento dovuta alla struttura; in questa fase della vita infatti l’energia espansiva sta finendo e prende il sopravvento l’istinto di conservazione.
Massimo di contrazione e atonia strutturale creano rigidità, caratteristica classica dell’archetipo Saturnino, simbolo della materializzazione, della discesa terrena. Ma al tempo stesso, in quanto “guardiano della soglia”, Saturno è anche il limite, il confine con l’altro mondo.
Siamo alla fine dell’autunno, quando la natura si richiude in sé, raccoglie le forze, per poter iniziare un nuovo ciclo, una nuova nascita, una ri-uscita nel nuovo anno (o nell’altro mondo).

Il colore del metallo è il bianco, simbolo di vecchiaia e di purezza allo stesso tempo. La direzione del metallo è l’ovest, verso il tramonto là dove le cose vanno a finire.

In Alchimia una parte dei sali ottenuti con la calcinazione sono detti insolubili (caput mortum), ma un’altra parte si sciolgono nell’elisir, nell’oleolito, nella quintessenza, ritornando così alla vita, trasformati, purificati, in un nuovo essere vivente (il rimedio spagirico).

Queste due possibilità, alla soglia della morte, sono analoghe alla condizione che differenzia il retratto estremo DISSECANTE da quello SUBLIMANTE.

DOPO OGNI MORTE UNA NUOVA VITA, NELL’ACQUA!